Sei qui -> Home Page - Itinerari e Turismo - Peculiarità del Territorio
Itinerari e Turismo - Peculiarità del Territorio
Le Grotte della Valle Strona
tratto da: G.D Cella Un museo naturalistico per la valle Strona pp 2-5Rivista Labirinti n° 13 del Gruppo grotte Cai di Novara
Tra le aree carsiche della zona, la Valstrona rappresenta una delle zone di maggiore interesse speleologico.Le rocce che emergono in valle sono prevalentemente di origine metamorfica.
L'affioramento che ospita fenomeni carsici è costituito dai marmi appartenenti alla formazione geologica denominata "kinzigitico-sillimanitica"; la formazione, secondo l'ipotesi che nutre maggiore credito, deriva dalla trasformazione avvenuta a media profondità (circa 10001500 m) di precedenti rocce depositatesi su un fondale marino in epoca precedente al Trias.
Questa formazione copre un territorio che va dalla Valsesia a Locarno in Svizzera.
Le grotte attualmente note sono una trentina circa; 21 di queste sono già state oggetto di indagine. Le principali informazioni sono raccolte nel catasto speleologico regionale tenuto dalla Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi per conto della Società Speleologica Italiana.
Copia dei catasto è pure consultabile presso l'assessorato al territorio della Regione Piemonte.
Descrizione dei fenomeni di maggiore interesse
Balma dai Faij (Loreglia)
Si apre presso l'Alpe Castuaga. La grotta, di facile percorribilità, si presta a essere inserita in un itinerario escursionistico, anche per via del suggestivo percorso di accesso.
E' l'unica grotta che presenta un discreto fenomeno concrezionale (stalattiti, stalagmiti, drappeggi), in parte danneggiato, nella Provincia di Novara. Ritenuta un tempo sede di una zecca clandestina di "Filippi" spagnoli (che in realtà venivano forse battuti nella vicina Balma di Fornero ... ), è oggetto di numerose leggende e racconti popolari.
Probabilmente già visitata intorno al 1820 da Don Alessandro Piana, parroco di Fornero, venne esplorata per la prima volta nel 1868 da G. Bazzetta, E. Torre e L. Calderone, che non ci lasciarono però relazioni scritte.
Seguirono numerose visite di uomini illustri, tra cui G. Bessaro, G. Boggiani, N. Bazzetta da Vemenia ed A. Viglio che ne pubblicò una dettagliata relazione nel 1914.
Balma dal Diâu (Luzzogno)
Si apre nella cava di marmo sovrastante il paese, in un affioramento oggetto di interesse fin dal 1607 da parte di emissari dello Sforza, alla ricerca di materiali per il Duomo di Milano.
La grotta presenta una suggestiva cascata nella sala finale; due selettive strettoie nel tratto iniziale rendono l'accesso possibile solo a speleologi esperti.
Complesso dell'Intaglio (Sambughetto)
Si apre nella parte alta della cava di marmo (Sass Muiè) e attualmente presenta 5 ingressi. Si tratta di un insieme di piccole gallerie subcircolari, correlabili con un antico livello della falda freatica.
Ha fornito ricchissimi reperti paleontologici, attribuiti a una fase interglaciale dell'ultima glaciazione; per questo motivo, non è infrequente incontrarvi ricercatori abusivi di fossili.
Un modesto rigagnolo convoglia le acque interne nella sottostante Caverna delle Streghe.
Caverna delle Streghe o Balma dai Faij (Sambughetto)
Si tratta della più lunga grotta presente. Nel 1949 gli scout omegnesi scopersero alcuni nuovi rami contenenti ricco materiale paleontologico; tale scoperta richiamò anche l'interesse della stampa nazionale.
La lunghezza della grotta veniva stimata da Dematteis alla fine degli anni '50 intorno ai 1000 m; però buona parte dei rami descritti dai primi esploratori è andata distrutta ad opera dei lavori di cava.
Balbiano d'Aramengo nel 1964 pubblicava il primo studio sistematico dedicato alla grotta, valutandone la lunghezza in 280 m.
Accurate esplorazioni condotte dal Gruppo Grotte CAI Novara negli anni '80 hanno portato alla scoperta di nuovi rami, per cui lo sviluppo attuale assomma a 707 m.
La grotta è costituita da un settore fossile, ora abbandonato dall'acqua, e da un settore attivo scavato dal fiume che la attraversa intagliando il marmo. L'acqua proviene dal sovrastante torrente Chignolo e, dopo avere attraversato la grotta e ricevuto il contributo di altri affluenti, riesce a giorno nello Strona.
Numerosi sono i tratti facilmente visitabili da un escursionista equipaggiato con opportune fonti di illuminazione. Pur essendo molto rare le concrezioni (stalattiti, stalagmiti, ecc.), la grotta presenta numerosi punti suggestivi, anche per via di alcuni aspetti non molto comuni (stalagmiti di sabbia, lame di barite, il torrente attivo, gli splendidi meandri costellati da "colpi di sgorbia", ecc.).
Possibilità di attrezzare percorsi con vario grado di difficoltà. Come per le sovrastanti Grotte dell'Intaglio, la Caverna delle Streghe ha fornito ricchissimi reperti paleontologici appartenenti ad una ventina di specie diverse, parte studiati dai prof. Maviglia e Venzo ed in buona parte andati dispersi. Parte dei materiale è depositato nei sotterranei del Museo di Scienze Naturali della città di Milano.
E' inoltre utile precisare che a tuttoggi non è stato ancora effettuato uno scavo sistematico nell'area dei giacimenti.
La presenza dell'uomo preistorico in questa grotta è dubbia. La grotta e l'ambiente della cava vengono utilizzati come palestra nell'ambito dei corsi di speleologia tenuti dal CAI per via della solidità della roccia e della Alpe Loccia (Chesio).
Una notevole densità di grotte, non ancora del tutto esplorate, è presente lungo la strada che conduce all'Alpe. La visita alle cavità più interessanti è di una certa pericolosità.
Grotte presso l'Alpe Ravinella (Forno)
Si aprono poco al di sotto dell'Alpe Ravinella. Interessanti per la presenza di un piccolo laghetto e per alcune mineralizzazioni presenti nel marmo, quali la grafite e l'ossido di manganese.
Si apre presso l'Alpe Castuaga. La grotta, di facile percorribilità, si presta a essere inserita in un itinerario escursionistico, anche per via del suggestivo percorso di accesso.E' l'unica grotta che presenta un discreto fenomeno concrezionale (stalattiti, stalagmiti, drappeggi), in parte danneggiato, nella Provincia di Novara. Ritenuta un tempo sede di una zecca clandestina di "Filippi" spagnoli (che in realtà venivano forse battuti nella vicina Balma di Fornero ... ), è oggetto di numerose leggende e racconti popolari.
Probabilmente già visitata intorno al 1820 da Don Alessandro Piana, parroco di Fornero, venne esplorata per la prima volta nel 1868 da G. Bazzetta, E. Torre e L. Calderone, che non ci lasciarono però relazioni scritte.
Seguirono numerose visite di uomini illustri, tra cui G. Bessaro, G. Boggiani, N. Bazzetta da Vemenia ed A. Viglio che ne pubblicò una dettagliata relazione nel 1914.
Balma dal Diâu (Luzzogno)
Si apre nella cava di marmo sovrastante il paese, in un affioramento oggetto di interesse fin dal 1607 da parte di emissari dello Sforza, alla ricerca di materiali per il Duomo di Milano.
La grotta presenta una suggestiva cascata nella sala finale; due selettive strettoie nel tratto iniziale rendono l'accesso possibile solo a speleologi esperti.
Complesso dell'Intaglio (Sambughetto)
Si apre nella parte alta della cava di marmo (Sass Muiè) e attualmente presenta 5 ingressi. Si tratta di un insieme di piccole gallerie subcircolari, correlabili con un antico livello della falda freatica.
Ha fornito ricchissimi reperti paleontologici, attribuiti a una fase interglaciale dell'ultima glaciazione; per questo motivo, non è infrequente incontrarvi ricercatori abusivi di fossili.
Un modesto rigagnolo convoglia le acque interne nella sottostante Caverna delle Streghe.
Caverna delle Streghe o Balma dai Faij (Sambughetto)
Si tratta della più lunga grotta presente. Nel 1949 gli scout omegnesi scopersero alcuni nuovi rami contenenti ricco materiale paleontologico; tale scoperta richiamò anche l'interesse della stampa nazionale.La lunghezza della grotta veniva stimata da Dematteis alla fine degli anni '50 intorno ai 1000 m; però buona parte dei rami descritti dai primi esploratori è andata distrutta ad opera dei lavori di cava.
Balbiano d'Aramengo nel 1964 pubblicava il primo studio sistematico dedicato alla grotta, valutandone la lunghezza in 280 m.
Accurate esplorazioni condotte dal Gruppo Grotte CAI Novara negli anni '80 hanno portato alla scoperta di nuovi rami, per cui lo sviluppo attuale assomma a 707 m.
La grotta è costituita da un settore fossile, ora abbandonato dall'acqua, e da un settore attivo scavato dal fiume che la attraversa intagliando il marmo. L'acqua proviene dal sovrastante torrente Chignolo e, dopo avere attraversato la grotta e ricevuto il contributo di altri affluenti, riesce a giorno nello Strona.
Numerosi sono i tratti facilmente visitabili da un escursionista equipaggiato con opportune fonti di illuminazione. Pur essendo molto rare le concrezioni (stalattiti, stalagmiti, ecc.), la grotta presenta numerosi punti suggestivi, anche per via di alcuni aspetti non molto comuni (stalagmiti di sabbia, lame di barite, il torrente attivo, gli splendidi meandri costellati da "colpi di sgorbia", ecc.).
Possibilità di attrezzare percorsi con vario grado di difficoltà. Come per le sovrastanti Grotte dell'Intaglio, la Caverna delle Streghe ha fornito ricchissimi reperti paleontologici appartenenti ad una ventina di specie diverse, parte studiati dai prof. Maviglia e Venzo ed in buona parte andati dispersi. Parte dei materiale è depositato nei sotterranei del Museo di Scienze Naturali della città di Milano.
E' inoltre utile precisare che a tuttoggi non è stato ancora effettuato uno scavo sistematico nell'area dei giacimenti.
La presenza dell'uomo preistorico in questa grotta è dubbia. La grotta e l'ambiente della cava vengono utilizzati come palestra nell'ambito dei corsi di speleologia tenuti dal CAI per via della solidità della roccia e della Alpe Loccia (Chesio).
Una notevole densità di grotte, non ancora del tutto esplorate, è presente lungo la strada che conduce all'Alpe. La visita alle cavità più interessanti è di una certa pericolosità.
Grotte presso l'Alpe Ravinella (Forno)
Si aprono poco al di sotto dell'Alpe Ravinella. Interessanti per la presenza di un piccolo laghetto e per alcune mineralizzazioni presenti nel marmo, quali la grafite e l'ossido di manganese.
Articoli sulle grotte della ValleStrona:
Nella Rivista LABIRINTI pubblicata dal Gruppo Grotte CAI Novara
Labirinti N°13
Un museo naturalistico per la valle Strona p2
Sambughetto 1949 p 9
Cavita' Minori delle valleStrona p 31
Bibliografia Speleologica della valleStrona p 31
Labirinti N°20
Le miniere di nikel di campello monti
Labirinti N°21
Una Possibile fruizione dei beni speleologici della Valle Strona p 2
Il Complesso dell'intaglio p 9
Nella Rivista LABIRINTI pubblicata dal Gruppo Grotte CAI Novara
Labirinti N°13
Un museo naturalistico per la valle Strona p2
Sambughetto 1949 p 9
Cavita' Minori delle valleStrona p 31
Bibliografia Speleologica della valleStrona p 31
Labirinti N°20
Le miniere di nikel di campello monti
Labirinti N°21
Una Possibile fruizione dei beni speleologici della Valle Strona p 2
Il Complesso dell'intaglio p 9
Gruppo Grotte Novara CAI
vicolo S.Spirito n.4
Tel. 0321.625775 - Fax 0321.625775
Web: www.gruppogrottenovara.it
E-mail: ggnovara@libero.it
vicolo S.Spirito n.4
Tel. 0321.625775 - Fax 0321.625775
Web: www.gruppogrottenovara.it
E-mail: ggnovara@libero.it
Clicca sull'anteprima per visualizzare le immagini ingrandite


